Non c’è sapienza, né fede, né bellezza, se non ho in me la Carità. Solo l’amore è specchio dell’Eterno, non finirà in un tramonto. Non c’è potenza, né forza, né speranza, se non ho in me la Carità. Un grido sale da chi non ha che te Signore della vita. Con te Vincenzo risplende un’alba nuova, un sole che vivrà negli occhi dei più poveri. La Carità in te si fa presenza, il sogno dell’eterno in te si fa realtà. Tra le mie braccia il dono del conforto Nel mio silenzio la forza del perdono Nei miei pensieri la strada verso te Signore della vita. Con te Vincenzo risplende un’alba nuova, un sole che vivrà negli occhi dei più poveri. La Carità in te si fa presenza, il sogno dell’eterno in te si fa realtà. Con te Vincenzo risplende un’alba nuova, un sole che vivrà negli occhi dei più poveri. La Carità in te si fa presenza, il sogno dell’eterno in te si fa realtà. In te si si fa realtà, in te si fa realtà, in te si fa realtà.
Servi di Dio
Servi di Dio

P. FORTUNATO VELASCO TOBAR
E XIII COMPAGNI

 

E' la causa dei martiri C.M. della persecuzione spagnola appartenenti a diverse diocesi. Lo studio dei vari Processi unificati nel 1986 si è protratto fino al 2002, anche perchè nel dicembre 1995 erano intervenute difficoltà con il Relatore della Causa e furono intrapresi lavori di approfondimento sulle testimonianze martoriali. Nel 2002 è stata consegnata la Positio super Martyrio.

 

PROCESSO DI CANONIZZAZIONE APERTO
NELLA DIOCESI DI TERUEL-ALBARRACÍN

Il 15 ottobre 1960 si inziò il processo nella diocesi
Successivamente si unificarono le cause di varie diocesi
e nel giugno 2002 si consegnò la Positio congiunta denominata
P. FORTUNATO VELASCO TOBAR
E XIII COMPAGNI


I SERVI DI DIO MARTIRI,
dopo la promulgazione del Decreto
autorizzata il 5.7.2013 dal Santo Padre,
VERRANNO BEATIFICATI A TARRAGONA
IL 13 0TT0BRE 2013


 

Nel Giugno del 1936 formavano la comunità di Alcorisa (Teruel) cinque sacerdoti e due fratelli coadiutori: di loro due Padri e un Fratello furono martirizzati:


 

P. FORTUNATO VELASCO TOBAR era nato a Tardajos (Burgos) il 1 giugno1906. Entrò nella Congregazione della Missione il 18 settembre 1923, pronunciando i voti propri dell'Istituto il 19 settembre 1925. Come tanti altri martiri della Congregazione della Missione ricevette gli ordini sacri dalle mani da un altro insigne martire della stessa persecuzione :Cruz Laplana y Laguna, Vescovo di Cuenca. Nella sua prima messa celebrata nella Basílica de la Milagrosa lo assistettero tre suoi fratelli: i PP. Esteban, Luis eMaximino Velasco Tobar, C. M. Fatti gli studi superiori a Londres, fu destinato al collegio apostolico di Teruel, capitale, e poi spostato a Alcorisa (Teruel) nel 1935. Del Servo di Dio è stato detto che nel suo aspetto esteriore appariva un riflesso della felicità che sentiva nel cuore, così come il fervore della sua carità e la delicatezza di coscienza, perchè viveva pienamente la sua vita di sacerdote e missionario.


 

P. LEONCIO PÉREZ NEBREDA, era nato il 18 marzo 1895 a Villarmentero (Burgos). Entrò nella Congregazione della Missione il 19 agosto 1911 , pronunciando i voti propri dell'Istituto il 1 gennaio 1914. Fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1921. Come P. Velasco fu sempre professore del Collegio apostolico della Congregazione, prima a Teruel e poi, dal 1935, ad Alcorisa. Aveva una spiccata intelligenza, ma mai si vantò delle sue buone qualità umane: al contrario, seguendo la teologia cristocentrica del Santo Fondatore, seppe vedere Cristo nella persona di ogni uomo, guadagnandosi così la fama di sacerdote fervoroso e retto.


 

Fr. LUIS AGUIRRE BILBAO nacque a Munguía (Vizcaya) il 19 agosto 1914. Orfano da bambino, presto sentì la vocazione religiosa. A 17 anni lasciò Guernica (Vizcaya) dove lavorava come meccanico per entrare nel noviziato il 29 giugno 1931,emettendo i voti il 30giugno 1933.Fu destinato al collegio di Alcorisa. Tre anni dopo si meritò la grazia del martirio, congiungendo la fama di santità a quella di innocenza. Qualche mese prima aveva manifestato per iscritto la sua conformità alla volontà di Dio e la sua ferma volontà di dimostrare la fede fino alla offerta della vita.Negli ultimi giorni il Servo di Dio ed il fr. Felipe Barbero, suo compagno di comunità, si scambiarono reciprocamente la raccomandazione delle loro anime.

Fu il prino a donare la vita per Cristo. Il 29 luglio 1936, alle 7 di sera, si riunì la comunità nel Coro per prepararsi a morire. P. Emilio Conde confessò i tre Servi di Dio. Uscirono tutti cercando rifugio, tranne P. Fortunato, che era l'economo, e P. Luis, che rimasero in Casa pensando che potevano essere utili al bene spirituale del popolo. Lo stesso giorno i marxisti assaltarono la Casa, e la presero senza violenza. Presero i due, li separarono e proprio sulla porta si consumò il martirio di Aguirre, che morì gridando: "Viva Cristo Re". Stava per compiere 22 anni.

Intanto P. Fortunato fu portato in carcere con due sacerdoti e altri strappati alle loro comunità religiose. In quella prima notte di prigionia si confessarono tutti e si prepararono alla morte imminente. Li lasciarono invece liberi, ma il Servo di Dio fu arrestato di nuovo il 22 agosto: fu fucilato il 24 agosto 1936. Morì perdonando quelli che lo uccidevano.

P. Leoncio si era diretto verso Saragoza, cercando rifugio. Passò di villaggio in villaggio, ormai stremato. In un villaggio potè dir messa e tornare a ricevere l'assoluzione sacramentale: a Oliete (Teruel) lo riconobbero come religioso e un contandino, fingendo di aiutarlo, lo fece salire su un carretto e lo condusse in cima ad un burrone, a tre chilometri da Oliete, e lì lo uccise a colpi di uno strumento di lavoro dei campi, gettando il corpo dal precipizio. Era il 2 agosto 1936: il giorno seguente l'assassino cominciò a vantarsi raccontando pubblicamente il fatto brutale, con tutti i particolari. Si vantava dicendo che aveva abbattuto un grosso uccello.

 

 


PROCESSO DI CANONIZZAZIONE APERTO
NELLA DIOCESI DI SEO DE URGEL (Lérida)
Il 15 novembre 1960 si inziò il processo nella diocesi
Successivamente si unificarono le cause di varie diocesi
e nel giugno 2002 si consegnò la Positio congiunta denominata
P. FORTUNATO VELASCO TOBAR
E XIII COMPAGNI


 


 

P. ANTONIO CARMANIU MERCADER nacque e Rialp (Lérida) il 17 Aprile 1860. Nel 1872 entrò nel seminario diocesano di Seo de Urgel (Lérida) dove fece gli studi ecclesiastici fino al Febbraio 1879 quando passò al Noviziato della Congregazione della Missione, emettendo i voti propri dell'Istituto il 23 Febbraio 1881. Ordinato sacerdote nel 1881 fu destinato a Palma de Mallorca, rivelandosi un grande predicatore nelle Missioni popolari. Ebbe varie destinazioni a Figueras (Gerona), Bellpuig (Lérida) e Barcelona e Rialp, suo paese natale. Eretta la Provincia Canonica a Barcellona, il Servo di Dio vi fu incorporato. Nel 1936 faceva parte della Comunità della Casa Provinciale di Barcellona C/ Provenza 212. Come tutta la Comunità, fu costretto a fuggire di nascosto il 19 luglio 1936, rifugiandosi in varie case di conoscenti. Sentendosi più sicuro nel suo paese, passò a Rialp, col permesso del Superiore P. Ramis. Tuttavia fu perseguitato anche lì, per cui partì per la Francia, pensando di trovare rifugio in qualche Casa della Congregazione: ma fu scoperto e, sopo un periodo di carcerazione, fu martirizzato a causa della sua condizione di sacerdote e missionario il 17 agosto 1937, nel territorio municipale di Llavorsi, diocesi di Urgel, gridando "Viva Cristo Re !". Il Suo cadavere era perforato da 16 colpi di proiettile.

 


PROCESSO DI CANONIZZAZIONE APERTO
NELLA DIOCESI DI SIGÜENZA (Guadalajara)

Il 12 ottobre 1960 si inziò il processo nella diocesi
Successivamente si unificarono le cause di varie diocesi
e nel giugno 2002 si consegnò la Positio congiunta denominata
P. FORTUNATO VELASCO TOBAR
E XIII COMPAGNI

Sei sacerdoti e due fratelli coadiutori formavano la Comunità di Guadalajara. Nella primavera del 1936, furono trasferiti a Murguía (Álava), per metterli in salvo, gli aspiranti e parte dei professori: rimasero nella Casa solo i PP. Ireneo Rodríguez González, Gregorio Cermeño Barceló, Vicente Vilumbrales Fuente e Fr.Narciso Pascual Pascual. I quattro subirono il martirio il 6 dicembre 1936.

P. IRENEO RODRÍGUEZ GONZÁLEZ nacque a Los Balbases (Burgos) il 10 febbraio 1879. Il 2 giugno 1895 fu ammesso nella Congregazione della Missione, ed emise i voti propri dell'Istituto il 3 giugno 1897. Fu ordinato sacerdote il 1 novembre 1903 e immediatamente destinato nelle Filippine, dove eserciterà il suoi ministeri sacerdotali e missionari fino al 1923. Dal 1923 al 1927 ebbe la sua destinazione nella Casa Provinciale di Madrid e dal 1927 al 1931 a Cuba. Nel dicembre 1931 fu destinato al Collegio apostolico di Sigüenza (Guadalajara) dove troverà il martirio. Il tratto saliente della sua personalità era il suo spirito di fede e una simpatia ben orientata nei suoi ministeri. Amabile e condiscendente con tutti, la sua conversazione era sempre amena e gradevole. Buono di carattere, non ebbe mai risentimento con alcuno, ma anzi era sempre disponibile al servizio e per questo era da tutti benvoluto.


 

P. GREGORIO CERMEÑO BARCELÓ nacque a Saragoza il 9 maggio 1874. Entrò nella Congregazione della Missione il 27 aprile 1892, ed emise i voti propri dell'Istituto il 28 aprile 1894. Ordinato sacerdote l'8 settembre 1899 passò due anni, da professore, nel seminario di Porto-Alegre in Brasile ed ebbe diverse destinazioni in Spagna: l'ultima fu al Collegio apostolico di Guadalajara, nel 1929.





P. VICENTE VILUMBRALES FUENTE nacque a Reinoso de Bureba (Burgos) il 5 aprile 1909. Entrò nella Congregazione della Missione il 14 settembre 1926 ed emise i voti propri dell'Istituto il 27 settembre 1928. Fu ordinato sacerdote il 9 settembre 1934. Dopo un periodo per completare gli studi a Londres e una breve permanenza nella casa Provinciale di Madrid, fu inviato provvisoriamente al Collegio Apostolico di Guadalajara nel febbraio 1936. Lì lo colse la gloriosa morte coi suoi compagni di comunità.


 

Fr. NARCISO PASCUAL PASCUAL navque a Sarreaus (Orense) l'11 agosto 1917. Entrò nella Congregazione il 26 novembre 1933 e emise i voti propri dell'Istituto, come fratello coadiutore, il 27 novembre 1935 e fu destinato al Seminario di San Pablo de Cuenca. La persecuzione religiosa si manifestò con crudezza a Cuenca il 1 maggio 1936. Espulsa da Cuenca la Comunità dei Vincenziani per ordine governativoe con grandi minacce, il Fr. Pascual si rifugiò per un po' di tempo nel Palazzo Vescovile, per poi andare nella Casa Centrale di Madrid. Fu inviato dai superiori al Collegio apostolico intanto fondato a Guadalajara, dove morì per mano dei nemici della fede, insieme con tre compagni di Comunità, all'età di 19 anni.

Dal rifugio del palazzo Vescovile di Cuenca scrisse ai genitori una lunga e profonda lettera, dove tra l'altro dice: "Io non ho paura di niente di quello che si dice. Sono disposto a tutto, perchè se moriamo, moriamo per la fede in Cristo e professando Cristo, e per la nostra Patria, in difesa del suo santo ideale, e così ci salveremo".

La domenica 26 luglio 1936 i PP. Ireneo Rodríguez González, Gregorio Cermeño Barceló, Vicente Vilumbrales Fuente e Fr. Narciso Pascual Pascual furono incarcerati nella Prigione Centrale di Guadalajara. Tennero un comportamento esemplare tra le più grandi privazioni e vessazioni, insieme con altri sacerdoti e religiosi. Li uccisero tutti nello stesso carcere, nel modo più crudele, nella notte tra il 6 e il 7 dicembre 1936.

 

 


PROCESSO DI CANONIZZAZIONE
APERTO NELLA DIOCESI DI OVIEDO

Il 1 Dicembre 1960 si iniziò il processo nella diocesi.
Successivamente si unificarono le cause di varie diocesi
e nel giugno 2002 si consegnò la Positio congiunta denominata

P. FORTUNATO VELASCO TOBAR
E XIII COMPAGNI

 

 

Come in molte altre diocesi, il Vescovo di Oviedo aveva affidato alla Congregazione della Missione l'organizzazione e la direzione spirituale del Seminario. Per questo si costituì all'inizio del sec. XX una comunità stabile che nel 1934 risultava composta da 5 sacerdoti ed un fratello codiutore. Tutti furono arrestati durante la persecuzione religiosa che nelle Asturie ebbe la sua massima intensità nell'ottobre 1934: diedero la loro vita per la fede i PP. TOMÁS PALLARÉS IBÁÑEZ E VICENTE PASTOR VICENTE e FR. SALUSTIANO GONZÁLEZ CRESPO, oltre due professori, sacerdoti secolari e sei seminaristi.



P. TOMÁS PALLARÉS IBÁÑEZ

nacque a Iglesuela del Cid (Teruel) il 6 marzo 1890, entrò in Congregazione l'8 settembre 1906, pronunciò i voti 9 settembre 1908 e fu ordinato sacerdote a Madrid il 29 agosto 1915. Già nella sua prima destinazione, nelle Canarie, si distinse per per il suo talento, il suo preciso linguaggio dottrinale, la sua grande mortificazione e umiltà. Destinato alla Casa Provinciale, dal 1927 al 1930 visse un intenso tempo di apostolato. Stava per compiere i 40 anni, quando cominciò ad esercitare il suo ministero nel Seminario Diocesano di Oviedo. All'inzio ebbe l'incarico di mayordomo (amministratore) del Seminario e successivamente di direttore spirituale. Nell'ottobre del 1934 era Vice-Rettore, ed era considerato dai sacerdoti che lì si formarono come un vero padre.



Fr. SALUSTIANO GONZÁLEZ CRESPO

 

nacque il 1 maggio1871 a Tapia de la Ribera (León), entrò in Congregazione il 28 ottobre 1894, pronunciò i voti il 29 ottobre 1896. Dal 1900 al 1928 fu destinato alle Canarie. Dopo un periodo nella Casa-Teologado di Cuenxa, in 1930 fu destinato al Seminario Diocesano di Oviedo, disimpegnando i compiti di cuoco e portiere, modello ed esempio di vita soprannaturale, semplicità e abnegazione per tutti i seminaristi che lo conobbero.
 

P. VICENTE PASTOR VICENTE (vedi nota)

NOTA: verrà esaminato successivamente, dovendo completare alcuni documenti

 

nacque a Caudé (Teruel) il 19 luglio 1886, fu ammesso in Congregazione il 7 settembre 1902, pronunciando i voti l'8 settembre 1909. Ordinato sacerdote il 10 agosto 1911 fu per 11 anni destinato alle Filippine, come professore dei vari seminari affidati alla Congregazione. Dal 1922 al 1934 ebbe diverse destinazioni in Spagna, distinguendosi come zelante missionario a Turuel e Badajoz. Si trovava nel Seminario di Oviedo da meno di un mese, quando incontrò il martirio.


Il 6 ottobre 1934 i nemici della Chiesa assalirono il Seminario di Oviedo, appicando un terribile incendio. Professori e alunni furono costretti a scappare verso le tre del pomeriggio. La maggior parte furono catturati dai rivoluzionari che li portarono in carcere. Sei seminaristi furono uccisi sulla strada di S. Domingo: uno di loro trovò il tempo di dire: "Anche se mi uccidete, la mia anima risorgera!"....

 

Due dei tre Servi di Dio martiri vincenziani del 1934, il P. Tomás Pallarés e il Fr. González, furono martirizzati insieme il 13 ottobre nel carcere dove i marxisti li avevano rinchiusi insieme a molti sacerdoti e religiosi di Oviedo, tra cui le Carmelitane. La prigione improvvisata era l'edificio dell'Istituto Enseñanza Media, già Collegio dei Gesuiti. I marxisti decisero di farla finita con la vita di tutti. P. Pallarés fu ritrovato con il corpo trafitto da un palo, ma già era stato finito con un colpo alla nuca.


P. Vicente Pastor era stato condotto nel pomeriggio del 7 ottobre al macello di San Lázaro accusato di essere un frate e fu fucilato nello stesso macello il giorno seguente, Lunedì 8 ottobre 1934. Uno del picchetto dichiarò davanti al giudice che non conosceva neanche il suo nome: semplicemente presero dei volontari per fucilare il frate e lui si offrì; anche se aveva quattro proiettili, ne bastarono due, perchè vide che il frate era già morto.
Nel gruppo seguente martirizzarono il Provveditore ed il Segretario di camera del Vescovado di Oviedo e trasportarono i loro cadaveri, insieme a quello di P. Pastor, su un carro al cimitero, ordinando al becchino: "Non si deve trovare niente di questi !". Ma il becchino ebbe cura di seppellirli in un luogo di facile identificazione e così i loro resti mortali si potettero in seguito recuperare e seppellire con la dignità dovuta e con la fama di martirio.


Gli altri quattro Servi di Dio della diocesi di Oviedo furono martirizzati nel 1936 e appartenevano alla comunità di Gijón (Asturias). Questi sono i loro nomi: P. PELAYO-JOSÉ GRANADO PRIETO, P. ANDRÉS AVELINO GUTIÉRREZ MORAL, P. RICARDO ATANES CASTRO E P. AMADO GARCÍA SÁNCHEZ.



P. PELAYO-JOSÉ GRANADO PRIETO

 

nacque a Santa María de los Llanos (Cuenca) il 30 luglio 1895, entrò in Congregazione l'8 settembre 1914, pronunciò i voti il 9 settembre 1916 e fu ordinato sacerdote il 25 maggio 1923. Il suo principale ministero fu la predicazione nelle missioni al popolo, che, nei suoi appunti personali, definì come " un'ambasciata che Dio invia attraverso i suoi ministri per trattare dell'unico affare che è la salvezza dell'anima". Fu destinato in diverse zone dell'Andalusia e a Badajoz fino al 1935, quando fu destinato alla casa di Gijón (Asturias) dove incontrerà il martirio il 27 agosto 1936.
Il martirio di P. Granado è marcato dall'obbedienza. Pauroso di natura, anche perchè aveva il ricordo incancellabile della precedente rivoluzione asturiana (1934) che lo aveva molto impressionato, P. Granado ripeteva spesso: "Ho paura di Gijón". Ciò nonostante non si rifiutò all'obbedienza e accettò la destinazione in Asturias. Uno dei suoi ministeri importanti era la predicazione, tanto nelle missioni popolari che nelle feste liturgiche straordinarie. La Comunità si era impegnata con il Parroco di un paese vicino chiamato La Corrada a predicare il sermone della festa della Vergine del Carmelo, che si celebrava la domenica successiva al 14 luglio, vale a dire il 19 luglio del 1936. Di fronte agli avvenimenti della vigilia, P. Pelayo non nasconde il suo timore, ma ritenendo di dover adempiere al dovere di La Corrada, celebra il sermone e assiste alla processione con una grande folla devota, ma anche con i persecutori della chiesa che minacciano: "Quello che si va a cercare, quello si trova..". Dopo essersi rifugiato per un certo tempo con sacerdoti della zona, senza tralasciare di amministrare i sacramenti a quelli nascosti, fu scoperto e, dopo vari giorni di sofferenze fisiche e morali, lo uccisero nel villaggio vicino, Soto del Barco, buttando il suo corpo a pezzi nel fiume Nalón.


P. ANDRÉS AVELINO GUTIÉRREZ MORAL

 

nacque a Salazar de Amaya (Burgos) il 12 novembre 1886, entrò in Congregazione il 3 luglio 1903, pronunciò i voti il 4 luglio 1905 e fu ordinato sacerdote a Limpias nell'ottobre del 1911.
Sia a Limpias che a Tardajos, a Orense e a Gijón, si distinse per la sua predicazione zelante e ardente nelle missioni popolari, la sua resistenza alle avversità e alle difficoltà del periodo, la sua solida dottrina e la sua grande simpatia verso bambini e anziani. Stava a Gijón dal 1933: aveva dunque vissuto la persecuzione del 1934.
Andarono a prendere P. Avelino nella sua residenza il 25 luglio 1936: egli non nascose il suo nome, nè la sua condizione di sacerdote vincenziano,
Il 3 agosto fu portato con un camion a un villaggio chiamato Sariego, presso Villaviciosa, e da lì lo fecero salire, attraverso cespugli e già molto affaticato, sopra un monte, dove gli spararono varie volte, lasciandolo mezzo morto. Accorsero alcune paesani ad aiutarlo, ma spirò verso le 5 del pomeriggio, dopo un'estenuante agonia. Il parroco del villaggio raccolse per quanto fu possibile le testimonianze dei paesani e così si è potuto documentare perfettamente questi fatti
.


P. RICARDO ATANES CASTRO

 

nacque a Cualedro (Orense) il5 maggio 1875, entrò in Congregazione l' 11 maggio 1891, pronunciò i voti il 3 agosto 1893 e fu ordinato sacerdote il 27 maggio 1899.
La sua prima destinazione fu il Messico, dove passò 14 anni alternando l'insegnamento nel Seminario diocesano alla predicazione del vangelo agli indios mayas.
Nel 1914 fu destinato agli Stati Uniti, ritornò in Spagna nel 1924 destinato a Orense e nel 1935 fu inviato alla casa di Gijón (Asturias), da dove andrà incontro al martirio il 14 agosto 1936. Si conserva un suo scritto giovanile a un formatore del seminario, dove racconta il suo lavoro missionario nel Messico e gli parla con allegria della possibilità di morire martire. Si capisce che il formatore gli aveva parlato della relazione tra martirio e attività missionaria, ed il discepolo ora gli raccontava la sua esperienza.

P. Atanes fu portato prigioniero nel carcere improvvisato per religiosi nel Collegio dei Gesuiti di Gijón. Lo inserirono nell'assassinio di massa del 14 agosto, insieme a sette sacerdoti secolari, quattro cappuccini (tre dei quali sacerdoti) e tre gesuiti. La cosa fu preparata come una specie di spettacolo pubblico: furono condotti in pieno giorno su un camion scoperto per le strade di Gijón, esposti alle grida della folla contro i sacerdoti e contro la Chiesa. Li uccisero nello stesso cimitero.


P. AMADO GARCÍA SÁNCHEZ

 

nacque a Moscardón (Teruel) il 29 aprile 1903, entrò in Congregazione il 10 settembre 1917, pronunciò i voti il 30 aprile 1921, avendo compiuto i 18 anni, e fu ordinato sacerdote il 2 maggio 1926, avendone compiuti 23.
Sue prime destinazioni furono Ávila e Granada, sempre impegnato nel ministero delle missioni popolari, particolarmente nei paesi poveri. Nel febbraio del 1929 fu inviato a fondare la casa di Gijón (Asturias) e nel 1935 ne fu nominato Superiore. A Gijón, oltre che delle missioni, si occupava della cappellania delle Figlie della Carità e della direzione spirituale dei vari gruppi delle Figlie di Maria. Queste giovani del Patronato furono quelle che visitarono P. Amado in prigione e ne riconobbero poi il cadavere all'obitorio.

Dopo che fu preso P. Avelino Gutiérrez, si ritrovarono soli nella casa il Superiore, P. Amado García Sánchez, e il Fr. Paulino Jiménez, che era molto anziano. Il 15 agosto P. Amado andò a celebrare la messa in un collegio delle Figlie della Carità di Gijón: qualcuno lo vide e lo denunciò, ma riuscì a salvarsi dalla registrazione.
Le Figlie di Maria gli misero a disposizione le loro case, e restò nascosto qualche giorno. Aveva però lasciato solo nella residenza Fr. Paulino Jiménez e, come Superiore, volle riunirsi a lui. Li presero nei giorni 18 e 19 ottobre, portandoli prigionieri alla Chiesa dei Gesuiti, insieme a molti sacerdoti e religiosi. Nei pochi giorni di prigionia confessò molti e confortò coloro che andavano al martirio. Il 24 ottobre, vigilia di Cristo Re, di pomeriggio, venne il turno di P. Amado García: diede l'arrivederci in cielo a Fr. Paulino, che non fu ucciso perchè anziano, e andò in gruppo ad essere fucilato nel cimitero di Ceares de Gijón. Delle giovani Figlie di Maria trovarono il cadavere di P. Amado e riuscirono a portar via un asciugamano che aveva al collo, impregnato del suo sangue.Questo asciugamano si conserva nel museo dei martiri di Madrid, anche se ne mancano alcuni pezzi che quelle ragazze si divisero, come preziose reliquie.
Tornata la pace, si è potuto riconoscere il cadavere e seppellirlo con la dovuta dignità in una nicchia dei PP. Vincenziani di Gijón.

 

di Sor Josefina Salvo HdlC
(nostra libera traduzione in italiano
)