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SUOR GIUSEPPINA NICOLI (1863-1924) Biografia
Suor Giuseppina Nicoli sbarcò a Cagliari il primo gennaio 1885. Aveva appena compiuto 21 anni. In pochi mesi aveva deciso di lasciare la sua famiglia, era entrata nel seminario delle Figlie della Carità per la formazione, ed ora era già in missione. Aveva abbandonato tutto per seguire la vocazione di Figlia della Carità, che le era sbocciata improvvisamente nel cuore. Suor Nicoli s’inserì con entusiasmo nella nuova missione in Sardegna. Era stata destinata al Conservatorio della Provvidenza per fare scuola alle ragazze dell’Istituto, ma la sua attività non si limitò a quelle quattro mura. Nonostante la salute non l’assistesse - a trent’anni ebbe il primo sbocco di sangue, segno della TBC polmonare, che la consumerà lentamente nei successivi trent’anni di vita - non si risparmiò. Nel 1899, fu nominata superiora dell’Orfanotrofio di Sassari, altro Istituto concepito sul modello del Conservatorio di Cagliari. Qui la sua vitalità di donna matura esplose. Ridiede slancio all’associazione delle Figlie di Maria, riunì le Dame della Carità e le guidò nel servizio verso i poveri, incentivò la scuola di catechismo raggiungendo ogni domenica circa 800 bambini e bambine, e soprattutto costituì la Scuola di Religione per le giovani delle scuole superiori ed universitarie per prepararle ad essere buone maestre nella fede, soprattutto nei paesi dell’entroterra della Sardegna. Introdusse le suore in carcere, per il sollievo delle carcerate. Elevò il livello di studio presso l’Istituto, per contrastare le idee massoniche presenti a Sassari che tentavano di rendere debole la presenza dei cattolici in città. Collaborò con Padre Manzella che nel 1900 aveva iniziato la sua attività di apostolato a Sassari. Nel 1910 suor Giuseppina, nominata Economa Provinciale della Comunità, lasciò Sassari per Torino, non senza sofferenza, anche se ormai aveva ben imparato a sublimare i distacchi. Un anno e mezzo dopo, venne scelta come Direttrice del Seminario. Con quest’incarico si dedicò alla formazione delle giovani che si preparavano a diventare Figlie della Carità. Vi restò solo nove mesi, poiché, ammalatasi gravemente, venne nuovamente trasferita in Sardegna ove, per il clima più mite e temperato, i suoi bronchi intaccati dalla tubercolosi avrebbero potuto riprendersi. Ritornata a Sassari, nel suo vecchio ed amato Orfanotrofio, iniziò il suo calvario interiore. Malintesi e false denigrazioni da parte dell’amministrazione, costrinsero i superiori al suo trasferimento. Ella rimase a loro completa disposizione, accettando, in un silenzio adorante il mistero di Cristo Crocifisso, l’insinuazione più dolorosa e annientante che potessero farle: di essere incapace a gestire l’opera. La Provvidenza la condusse così, il 7 agosto 1914, all’ultima tappa della sua vita, all’Asilo della Marina di Cagliari. Il Quartiere “Marina” era il centro di maggiore espansione urbana, ma anche del sovraffollamento delle famiglie povere. Esse vivevano nei sòttani, in case malsane e, in mancanza di lavoro, sopravvivevano attraverso espedienti non sempre leciti. Ai bambini, perché poveri, era negato il diritto allo studio; e l’assenza di educazione favoriva in loro comportamenti devianti. A rendere tutto più complicato fu lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. A tu per tu con la povertà e l’indigenza materiale scoprì ferite ancora più segrete, quelle della povertà morale e spirituale. Venne incontro alla necessità di formazione delle giovani, che riunì attraverso la Scuola di Religione e le scuole dell’Istituto della Marina. S’interessò alle giovani della città che lavoravano numerose nelle manifatture di tabacchi e le riunì attraverso l’Opera dei Ritiri Spirituali. L’ultimo anno della sua vita, il 1924, subì un’ingiuria che portò lei e le sue sorelle della Marina sui giornali della città. Accettò in silenzio la calunnia, finché il Presidente dell’Amministrazione dovette fare marcia indietro e riconoscere l’errore. Sul letto di morte suor Nicoli gli dispensò il perdono con un ampio sorriso. Lui s’inchinò e baciò il lenzuolo di suor Nicoli morente. Morì il 31 dicembre 1924. Il primo gennaio si fecero i funerali, proprio lo stesso giorno in cui quarant’anni prima suor Nicoli era sbarcata in Sardegna. La carità è stata la regola di tutti i suoi pensieri, di tutte le sue parole, di tutte le sue azioni. In un cammino di umiltà, con cui si nascose agli applausi della gente, cercò di inabissarsi nell’amore di Cristo e penetrò nel mistero della carità verso i poveri come atto di amore verso il Signore. Il Quale l’ha glorificata. |