Il 10 ottobre alle 17.30 nella sala riunioni dell’Asilo della Marina di Cagliari verrà presentata l’antologia Giuseppina figlia e madre, dedicata alla Beata Suor Giuseppina Nicoli, che la sua casa editrice porterà poi al Salone Internazionale del Libro di Torino a maggio. Un lavoro che ha coinvolto diversi poeti e autori in lingua italiana e sarda. Una serata speciale, aperta agli interventi di chi vorrà partecipare. L’ingresso è libero e gratuito. Ne parliamo con Alessandra Sorcinelli, curatrice dell’antologia e coordinatrice editoriale di LFA Publisher di Caivano (Napoli), una casa editrice che persegue fini sociali e opera in forma gratuita.

Come nasce l’idea di questa antologia?
Nasce per tante motivazioni. La prima è la devozione a Giuseppina Nicoli che condivido con la mia amica Veronica Scano. La storia delle Figlie della Carità e questa realtà cagliaritana ci accompagnano fin da piccole. I Piccioccheddus de crobi, i Marianelli e la povertà di Cagliari sono sempre stati parte di questa realtà. Nel pieno centro della città c’è l’Asilo della Marina e, quando si entra, c’è la possibilità di salutare Suor Tambelli e Suor Nicoli, defunte ma sempre presenti. Desideriamo che il processo di canonizzazione della Beata Suor Nicoli possa proseguire. Nel frattempo, mentre questo percorso va avanti, ci siamo sentite umilmente chiamate – perché è anche una chiamata – a raccogliere, insieme ad alcuni amici, pensieri, poesie e testimonianze su Suor Giuseppina Nicoli. Ho un gruppo culturale e artistico che è un po’ una missione. Abbiamo cercato di parlarne anche fuori dalla Chiesa, ovunque nel territorio…

Come avete portato avanti il progetto?
Da lì se n’è parlato e ognuno aveva qualcosa da dire: sono arrivate testimonianze e poesie di tanti autori e poeti, sia in lingua italiana che sarda. Con tutto questo materiale abbiamo pensato di andare a disturbare direttamente le Figlie della Carità e dire loro che avevamo questo progetto e che non ci andava via dalla testa. E si è aperto un mondo! Ci hanno accolto come fanno da sempre, in modo silenzioso e discreto. Hanno accolto questo progetto, fornendoci addirittura materiale importantissimo dai loro archivi. Le illustrazioni della copertina sono di Veronica Scano: un abbraccio ai Marianelli scalzi e una Suor Nicoli così come l’artista ha voluto rappresentarla, con la croce un po’ storta, quasi a suggerirne il movimento. È l’immagine di una persona dinamica, sempre attiva, perché le Sorelle e le madri religiose non vivono separate dalla realtà che le circonda, ma ne sono pienamente parte.

Che cosa dobbiamo aspettarci sabato?
Una bella serata, una narrazione in versi, racconti, testimonianze e interventi interattivi, tutta dedicata a Suor Giuseppina. Ci saranno testimonianze che non voglio spoilerare, perché sono importanti e bisogna scoprirle direttamente nel libro, alcune arrivano dalla stessa Suor Nicoli. Ci sono poi tantissimi autori, di tante parti della Sardegna, che hanno contribuito sia in lingua sarda sia italiana. La cesta, crobi, si è davvero riempita: Suor Nicoli testimonia e vive! E c’è una Cagliari che, per certi aspetti, ripropone ancora oggi le esigenze di allora, perché il bisogno di accoglienza è più che mai vivo. Non c’è più la povertà endemica di un tempo: esistono il welfare e lo stato sociale, ma c’è una povertà di ritorno e una legata al tema dell’accoglienza… Bisogna fare qualcosa, bisogna sentirsi tutti coinvolti: donne e uomini, perché non è certo una questione che riguarda soltanto le donne. Siamo tutti Marianelli, siamo tutti Piciocchedus de crobi, ma siamo anche tutti Giuseppine. E quindi possiamo fare tanto.

Come funzionano questi interventi interattivi?
Dal pubblico chiunque può intervenire, senza una scaletta precostituita, e offrire il suo contributo. Perché ho incontrato, per le strade della Sardegna, persone che mi hanno detto: Lo sai che mio padre era un Marianello? – oppure altre che attualmente beneficiano delle grandi braccia aperte delle Figlie della Carità, perché il loro lavoro continua e non si ferma mai. Chiunque volesse raccontare o dire qualcosa è il benvenuto. E se qualcuno vuole fare non le classiche domande, ma proprio un intervento di cuore e d’anima, può farlo tranquillamente. Diamo precedenza agli interventi già prenotati, poi alle letture poetiche e quelle emozionali, affidate a lettori professionisti che interpretano gli scritti e li fanno arrivare al pubblico. Tutto questo nasce da un grande lavoro di volontariato e ne siamo veramente felici.

Dopo la presentazione, quale sarà il percorso dell’antologia?
La raccolta sarà portata al Salone Internazionale del Libro di Torino a maggio dalla casa editrice. Il libro sarà poi depositato nelle biblioteche e dato anche in donazione, in modo che sia disponibile per chi non ha la possibilità di acquistarlo. Le biblioteche svolgono già un servizio importante sul territorio e, in questo modo, nessuno resta escluso.

Autore: Redazione