SANTA LUISA DE MARILLAC

L’incontro di Luisa de Mariliac con Vincenzo de Paul (o de’ Paoli), sul finire del 1624, determinò una svolta rivoluzionaria nell’esercizio della carità e nella vita religiosa. “Voi avete per monastero – ripeteva S. Vincenzo alle prime Figlie della Carità, delle quali S. Luisa de Marillac fu confondatrice – solo le case degli ammalati, per cella una camera d’affitto, per cappella la chiesa parrocchiale, per chiostro le vie della città, per clausura l’obbedienza, per grata il timor di Dio, per velo la santa modestia“. Sono parole che meglio di ogni profilo biografico dipingono la vita della santa odierna, umile, intelligente e duttile collaboratrice del grande santo della carità. “Solo Dio conosce quale forza d’animo ella possieda“, disse S. Vincenzo, a commento della sua attività instancabile, nonostante le precarie condizioni di salute e le molte tribolazioni.

Figlia naturale di Luigi de Marillac, signore di Ferrières e consigliere al Parlamento, ebbe un’infanzia agiata; ma dopo il 1604, mortole il padre, la quattordicenne Luisa fu tolta dal regio collegio e affidata a una “signorina povera” (forse sua madre), che l’avviò al lavoro. In questo periodo Luisa conobbe la sua origine e ne soffrì, maturando il proposito di farsi religiosa. I parenti decisero altrimenti e Luisa il 5 febbraio 1613 sposò lo scudiero e segretario di Maria de’ Medici, Antonio Le Gras. Il 19 ottobre di quell’anno le nasceva un bimbo, Michele. La lunga malattia del marito e le sopraggiunte difficoltà finanziarie turbarono quasi sul nascere l’armonia tra i due coniugi, al punto che Luisa pensò alla separazione.

I frequenti colloqui con S. Francesco di Sales, incontrato la prima volta a Parigi nel 1618, l’aiutarono a superare questo difficile momento. Poi Vincenzo de’ Paoli l’associò alla progettata fondazione dell’Istituto delle Figlie della Carità. Poco dopo, nel dicembre 1625, morto il marito ed entrato in seminario il figlio Michele, Luisa poté accogliere in casa sua le prime giovani venute dal contado per mettersi al servizio dei poveri, in collaborazione con le Dame della Carità. Era il primo nucleo della nuova rivoluzionaria congregazione. Restò sulla breccia fino all’ultimo momento.

Morì il 15 marzo del 1660, pochi mesi prima del “padre dei poveri”, da cui attinse la semplicità della vita interiore e lo spirito pratico. In sintonia con il pensiero del santo fondatore, secondo il quale la santità è tanto più vera quanto più nascosta, Luisa de Marillac ebbe gli onori degli altari soltanto l’11 marzo 1934. Nel 1960 papa Giovanni XXIII la dichiarava patrona delle Assistenti Sociali.

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