C’è un’attesa che è densa di preghiera, di memoria e di gratitudine. È quella vissuta dalle Sorelle dell’Infermeria della Comunità Santa Caterina di Cagliari durante il Mese Vincenziano, in cammino verso la festa del nostro amato Padre San Vincenzo de’ Paoli. Anche quest’anno, nonostante gli anni che passano e le tante Sorelle che non ci sono più, il desiderio di prepararsi tutte insieme alla festa è rimasto vivo. Un desiderio semplice, ma intenso, che nasce dalla consapevolezza di appartenere profondamente alla Famiglia Vincenziana e di poter continuare, anche nella fragilità, a offrire la propria presenza, la propria preghiera e la propria vita.
Lo raccontano così: Anche quest’anno, grazie al Buon Dio, come di consueto, abbiamo la possibilità di organizzare il nostro Mese Vincenziano, con tutti i suoi piccoli accorgimenti, per poter preparare a festeggiare virtualmente con tutti i poveri nostri Padroni, con tutte le Associazioni Vincenziane, Figlie della Carità e Missionari, la Solennità del nostro Beato ed amato Padre San Vincenzo.
E così le Sorelle si preparano alla festa: Siamo ben contente e cerchiamo di vivere insieme con più intensità e gioia, anche se la metà di noi non ci sono più… Tutto è dono! Tutto è grazia!




In queste poche parole c’è una vita intera. C’è la memoria di chi non è più presente, ma anche la capacità di guardare ciò che rimane con uno sguardo riconoscente. Gli anni, le fatiche e le assenze non cancellano la gioia: la rendono forse più essenziale, più vera. Il Mese Vincenziano si è così intrecciato alla vita quotidiana dell’Infermeria. La mattinata si è arricchita della celebrazione liturgica nella piccola Cappella, iniziando con il ringraziamento e la lode al Buon Dio per aver fatto loro dono di un altro giorno. Poi la preghiera del Rosario, con tutte le intenzioni affidate a Maria, «nostra unica Madre», e l’incontro con Gesù nell’Eucaristia: Momento di silenzio, di raccoglimento e ringraziamento.
È nel silenzio della preghiera che la vocazione continua a trovare la sua forza. Anche quando l’attività diminuisce, rimane una missione che non viene meno: stare davanti al Signore, portare nel cuore la Chiesa, la Comunità, i poveri, le persone incontrate lungo il cammino e tutta la Famiglia Vincenziana. Per questo le Sorelle possono dire: Anche nella nostra inattività ci sentiamo amorevolmente pietre vive della Comunità.
Una bella immagine di vocazione che non si spegne con gli anni, ma cambia forma. La vita donata continua a essere dono; la preghiera diventa servizio; la memoria diventa testimonianza. E la preparazione alla festa non poteva che concludersi con il canto, dedicato a San Vincenzo e «partecipato e cantato ad unanimità da tutte le Sorelle». Tante voci, tante storie, una sola famiglia raccolta attorno al proprio Padre. Questa è la nostra piccola esperienza, scrivono le Sorelle, desiderando condividerla con tutti per farvi partecipi ad un’armonia di vita.
Un’armonia fatta di fede, di fraternità e di gratitudine. Un’armonia che nasce dalla certezza che, anche quando la vita chiede di rallentare, si può continuare ad amare, pregare e donarsi. E forse è proprio questo il dono che le Sorelle dell’Infermeria consegnano alla Famiglia Vincenziana nel tempo della festa: la testimonianza discreta di una vita che, dopo tanti anni, continua a ripetere con fiducia: Tutto è dono! Tutto è grazia! E, insieme, quell’invocazione che racchiude il desiderio di una fraternità mai perduta: Quanto è dolce e soave vivere insieme nonostante tutto…
Da una testimonianza delle Sorelle dell’Infermeria – Comunità Santa Caterina, Cagliari
