In questi giorni di metà novembre un gruppo di missionari vincenziani si è riunito alla Casa Mater Nostra delle Figlie della Carità per gli esercizi spirituali annuali. Nel mezzo di questo tempo di preghiera e di riflessione hanno vissuto un breve pellegrinaggio alla chiesetta dell’Asilo della Marina, dove sono vissute, ed ora sono sepolte, suor Giuseppina Nicoli e la sua fedele discepola suor Teresa Tambelli. Il motivo è molto semplice: nel cammino di riflessione della vita spirituale e sacerdotale non basta pensare e meditare, bisogna “respirare” la santità. E la piccola cappella dell’Asilo della Marina è un luogo che traspira la serenità interiore dello spirito di carità che le nostre due consorelle hanno testimoniato. Situata all’interno delle costruzioni urbane, quasi nascosta e immedesimata in esse, conserva un tesoro: quello della memoria della carità vissuta tra quelle mura.
La celebrazione eucaristica ne ha fatto memoria ed è stato un inno di ringraziamento per la loro testimonianza evangelica. In particolare il ricordo è andato alla beata suor Nicoli, della quale quest’anno ricorre il centenario della morte. Suor Nicoli moriva il 31 dicembre 1924 e il 1° gennaio 1925 una folla immensa di poveri che aveva servito ne celebrava il funerale. Quel 1° gennaio però era il perfetto anniversario di quarant’anni prima, quello del 1885, quando a ventidue anni la giovanissima suor Nicoli sbarcava a Cagliari. Un doppio viaggio: quello verso la terra di missione che le era stata assegnata per occuparsi dei giovani poveri e quello verso il Paradiso, che era l’intimo anelito del suo cuore. Poiché – come diceva san Vincenzo -: “Chi serve i poveri non ha nulla da temere perché saranno essi che gli apriranno le porte del Paradiso”.
Autore: Padre Erminio Antonello, C.M.










