PROGETTO ELEN JOY

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La Congregazione porta avanti il progetto Elen Joy attraverso una serie di attività che comprendono il lavoro a 360 gradi nel contrasto al traffico di esseri umani. Unico ente accreditato e attuatore del bando ministeriale per la creazione di servizi di assistenza e integrazione in favore di vittime di tratta, è l’ente di riferimento nella regione Sardegna riconosciuto dal Ministero delle Pari Opportunità. Coordinato da un’unità centrale costituita dal Numero Verde Antitratta, opera in rete con i diversi progetti impegnati nella lotta al trafficking creando una rete che copre interamente il territorio nazionale. Sostiene le vittime dal momento dell’emersione dalla situazione di pericolo e durante tutte le fasi del percorso di protezione sociale, fino al raggiungimento dell’autonomia. Dispone di diverse strutture di accoglienza dislocate su tutto il territorio regionale pensate a seconda della tipologia di utenza. L’équipe educativa è formata da personale altamente formato, con esperienza nel campo della tratta, che opera nelle strutture e in tutti gli ambiti di lavoro (sanitario, legale, scolastico, professionale, psicologico ed educativo). Attraverso il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari ex art. 18 D.lgs 286/98 chi sceglie di intraprendere un percorso di protezione sociale ha la possibilità di riappropriarsi della propria libertà, personale e economica, attraverso il raggiungimento di una serie di obbiettivi concordati insieme all’equipe educativa. La ricostruzione dei documenti e la regolarizzazione sul territorio, qualora necessaria, la formazione scolastica quella professionale, la possibilità di inserimento in un tirocinio formativo e l’ottenimento di un contratto di lavoro sono gli obiettivi principali del programma sociale che si conclude con l’autonomia abitativa. Ogni fase del progetto è monitorata, studiata dalle figure professionali di riferimento rappresentate da educatori, psicologi, tutor, mediatori linguistico-culturali, avvocati. L’attenzione al valore individuale, alla dimensione interculturale, all’integrazione e all’accompagnamento del migrante attraverso tutte le fasi di ingresso e ambientazione nella società di inserimento sono i punti cardini del lavoro con le persone in un’ottica di accoglienza e inclusione. Il lavoro in sinergia con enti del privato sociale, enti pubblici, forze dell’ordine ha creato negli anni un servizio efficace ed efficiente nell’assistenza alle vittime e nel contempo di lotta alla tratta. L’intensificarsi dei flussi migratori e la crescita esponenziale del fenomeno del traffico di esseri umani ha richiesto una maggiore e più evidente presenza sul territorio regionale che, a partire dal 2015, è stato direttamente interessato dall’arrivo massiccio di migranti e all’interno di essi ha visto concentrarsi la presenza di potenziali vittime di tratta.

Cosa si intende per sfruttamento
Quando si parla di grave sfruttamento e riduzione in schiavitù si fa riferimento ad una violazione di un diritto fondamentale dell’essere umano che si declina in diversi ambiti, quello lavorativo e sessuale sono i più riconoscibili ma nel contempo difficili da far emergere. Il progetto lavora con vittime di grave sfruttamento a scopo sessuale, lavorativo, nell’accattonaggio e ambulantato, nelle economie illegali, matrimoni combinati e schiavitù domestica, le quali, giunte in Europa con la promessa di un lavoro regolare e la speranza di una vita migliore hanno trovato una realtà fatta di soprusi e angherie, privazione della libertà. Si tratta di una vera e propria riduzione in schiavitù che fa leva sia sulla crisi economica e sociale globale che sulla disparità di trattamento tra nord e sud del mondo e tra razze ed etnie. Lo sfruttamento sessuale si riferisce alla prostituzione coatta ai danni di giovani donne straniere provenienti per la maggior parte da paesi dell’Africa Subsahariana (la Nigeria in numero maggiore) e dell’est Europa, le quali, per risarcire un debito in denaro, sono costrette a prostituirsi consegnando i proventi agli sfruttatori dietro minacce fisiche e psicologiche contro loro stesse e la famiglia. La prostituzione su strada è solo il luogo più evidente di questo sfruttamento ma si parla anche di un importante fenomeno indoor, ovvero la prostituzione nei luoghi chiusi, negli appartamenti, night club e centri massaggi. Lo sfruttamento nell’accattonaggio descrive una realtà sempre più evidente nella società odierna e riguarda gli stranieri che questuano nei pressi di esercizi commerciali, parrocchie, stazioni ferroviarie. Esiste una vera e propria rete di sfruttamento che gestisce gli spostamenti, i luoghi, il numero delle persone, gli orari e trattiene i proventi dell’attività. Se fino a qualche tempo fa era una realtà identificata prevalentemente nelle persone dell’Est Europa o di etnia rom, con l’intensificarsi della presenza di migranti di origine africana la presenza si è notevolmente diversificata. Di simile strutturazione è lo sfruttamento nell’ambulantato: la vendita porta a porta, itinerante, ai semafori, rientra sovente nel fenomeno del lavoro forzato dove le condizioni lavorative violano la legge, prive di ogni regolamentazione contrattuale. Le economie illegali prevedono l’impiego di uomini e donne in attività illecite quali il trasporto e il traffico di droga, organi e in maniera meno frequente, anche di armi. Il fenomeno dei matrimoni combinati riguarda esclusivamente giovani donne, o bambine, destinate ad andare in spose a uomini adulti, quasi esclusivamente connazionali, impiegate come domestiche e schiave sessuali. Dai uno sguardo al nostro Codice etico e al Regolamento delle Case di Accoglienza.
Le nostre attività e i nostri servizi:

Elen Joy TV